Comunione sulle mani. Ecco perché non è solo questione meccanica

In riferimento alla Comunione sulle mani, bisognerebbe sostare a riflettere per capire come muta il mio rapporto con la Verità in base al tipo di manipolazione che permetto rispetto alla Eucaristia. Disporre che solo i sacerdoti consacrati possano manipolare le particole consacrate o al contrario che anche i fedeli ne abbiano facoltà significa aprire a un rapporto ben differente con la realtà manipolata e quindi con la Verità. Ma, a un livello ulteriore, imporre a tutti il secondo tipo di manipolazione significa obbligare tutti a un nuovo tipo di disvelamento. Ora, si badi bene, questa nuova costrizione impone peraltro a tutti un rovesciamento di paradigma, che ci sospinge in massa su di una posizione opposta a quella dei nostri predecessori nella fede (come notato nei precedenti articoli, in realtà ci pone in opposizione anche coi documenti magisteriali finora validi). Infine, tale rivoluzione pratica, cui sarà inevitabilmente connessa una rivoluzione nel rapporto alla verità, ufficialmente non è nemmeno fatta a motivo di fondati ragionamenti teologico-spirituali, ma solo per un adattamento a norme burocratico-sanitarie. Quindi non posso che domandarmi: davvero a partire da un accordo giuridico-medicale siamo disposti a mettere a repentaglio il senso del nostro rapporto con la verità eucaristica?

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Parœciæ ad Orientem

Se conoscete qualche parrocchia in cui si celebra con regolarità la s. Messa novus ordo secondo qualcuna di queste modalità:
ad orientem;
– in latino;
– con canto gregoriano;
– con distribuzione della s. Comunione sulla lingua, in ginocchio
segnalatecela all’indirizzo missaadorientem@gmail.com
Saremo lieti di aggiungerla al nostro elenco di parrocchie.

If you know any parishes where the novus ordo holy Mass is celebrated regularly in one of these ways:
ad orientem;
– in Latin;
– with Gregorian chant;
– with distribution of holy Communion on the tongue, kneeling
report it to us at missaadorientem@gmail.com
We will be happy to add it to our list of parishes.

Latino: è morto Cleto Pavanetto, custode dell’antico idioma in Vaticano

Il latinista Cleto Pavanetto, massimo esperto della lingua degli antichi Romani nella Città del Vaticano, collaboratore dei pontefici nella traduzione in latino dei documenti della Santa Sede, è morto ieri a Roma all’età di 89 anni. Il sacerdote salesiano, il cui vero nome era Anacleto e che firmava i libri in latino come ‘Cletus‘, è stato per tutta la carriera accademica professore di lingua e letteratura greca classica e lingua e letteratura latina nella Facoltà di Lettere dell’Università Pontificia Salesiana di Roma. Pavanetto è stato presidente della Fondazione Latinitas, istituita dal papa Paolo VI nel 1976 con il chirografo “Romani sermonis” per promuovere lo studio della lingua e delle lettere latine classiche e cristiane, fino alla sua soppressione da parte di Benedetto XVI nel 2012.

Comunione sulle mani / Ecco come avviene l’apostasia eucaristica

Mi chiedo se l’interdizione della Comunione sulla mano favorisca la suprema legge della Chiesa, che è la salvezza delle anime, o invece finisca con l’ostacolarla. Imporre la Comunione sulla mano – una dispensa, secondo la Memoriale Domini, concessa agli spiriti più moderni e quindi un allontanamento dall’adorazione eucaristica tradizionale – per molti fedeli significa violare la propria coscienza credente. Con quale autorità e con quali frutti? E con quale esito circa il concetto di fede e di coscienza? Se la mia fede eucaristica è fatta di segni esteriori vacui, cui è bene rinunciare davanti a una crisi sanitaria, che valore avranno questa fede e questi segni? Se la mia fede ha come unico elemento l’obbedienza ad autorità locali e nessun altro radicamento in una verità più profonda cui attingere guidati dallo Spirito del Risorto, che solidità e che senso porta con sé tale fede?

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A Natale la scomparsa del latinista padre Reginald Foster

Si è spento all’età di 81 anni, nel giorno di Natale, padre Reginald Foster, il sacerdote e latinista originario di Milwaukee nel Wisconsin, e frate dell’ordine dei Carmelitani Scalzi. Fino al 2009 ha lavorato nella sezione Letteratura latina della Segreteria di Stato della Santa Sede, ed è stato per quarant’anni uno dei latinisti del Papa oltre che professore di lingua latina.

Comunione sulle mani. Andiamo verso l’apostasia eucaristica?

Stando alla Tradizione, recepita in modo aggiornato dalla Memoriale Domini (Paolo VI 1969), la prassi della comunione eucaristica prevede di norma la comunione sulla lingua. La scelta di comunicarsi sulle mani è presentata dal Magistero come un atto eccezionale e riservato. In ogni caso l’accesso all’Eucaristia deve essere accompagnato da gesti di adorazione, sia pur sobri ma espliciti.
Da anni però assistiamo all’offuscamento di tale prassi. Ricordandoci – come insegnava Benedetto XVI – che il Concilio dei mass media ha prevalso su quello dei Padri, mi chiedo se non sia avvenuto che anche la Comunione dei media abbia prevalso su quella dei Padri. Non solo l’eccezione è divenuta abitudine, ma in vari luoghi è insegnata come scelta preferenziale, oppure imposta come unica opzione possibile, e in ogni caso di segni di adorazione se ne vedono sempre meno, quando non vengano essi stessi scoraggiati dai pastori.

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Il Canto Gregoriano: La Musica perfetta per la Sacra Liturgia

Qui la traduzione della conferenza di Peter A. Kwasniewski del maggio 2019 sul canto gregoriano.

Originale inglese e video qui.

A prima vista, si potrebbe pensare che qualcosa con un nome come “canto piano” o “canto fermo” non dia granché di cui parlare; dopotutto, il nome stesso dice si tratta di un canto, e che è semplice, “piano”. In realtà, il canto Gregoriano è tutt’altro che “semplice”, se non nel senso che le sue belle melodie sono pensate per essere cantate senza accompagnamento e senza armonizzazione, come si addice all’antica cultura monastica da cui sono scaturite. Quello che chiamiamo “canto gregoriano” è una delle forme d’arte più ricche e fini della musica occidentale – anzi, della musica di qualsiasi cultura. Nella presentazione di oggi, prima darò un rapido quadro della storia del canto gregoriano, quindi spiegherò perché cantiamo la nostra liturgia, piuttosto che limitarci a recitarla, e infine approfondirò le caratteristiche che rendono il canto gregoriano insostituibilmente adatto alla liturgia cattolica.