Comunione sulla mano: mettiamo fine ad abusi e profanazioni

Dal blog Duc in altum di A. M. Valli:

Non abbiate paura di presentarvi davanti al sacerdote senza le mani tese, facendo capire che volete fare la Comunione in bocca. Anzi, molto meglio in ginocchio, per testimoniare la nostra fede nella Presenza Reale di Gesù.

(Articolo completo qui)

Comunione sulla mano e Cristianesimo fai da te

In nome dell’epidemia causata dal Coronavirus si è provato a imporre la Comunione sulla mano in quanto modo sanitariamente più sicuro. Ciò è tutto da dimostrare. Però il vero problema è teologico: la Comunione sulla mano è un indulto – e non una legge universale – che veicola un’idea di Cristianesimo, oltre che di Messa e di Eucaristia. Perché non partire dalla Comunione in bocca e in ginocchio per invertire una tendenza che sembra ormai inesorabile: lo svuotamento delle nostre parrocchie. Non potremmo fare anche quest’esperimento pastorale?

Don Nicola Bux – Processione secolarizzata

Se il mondo si corrompe, non lamentiamoci: il sale del cristianesimo è diventato insipido. E le nostre liturgie, come se Egli non fosse presente e ascoltasse: danze vuote intorno al vitello d’oro che siamo noi stessi. Siamo noi chierici a favorire la secolarizzazione: la pagheremo cara, disse Giovanni Paolo II! E lo vediamo.
Per non metterci in ginocchio davanti a Cristo, ci stiamo inginocchiando davanti al mondo. “Quanti padroni finiscono per avere quelli che rifiutano l’unico Signore” (S. Ambrogio).

L’intero post di mons. Nicola Bux qui.

Croazia, emergenza finita. Torna la Comunione sulla lingua

Dal sito de La Nuova Bussola Quotidiana:

“Da sabato 9 aprile in Croazia la vita è tornata a essere (quasi) normale. A motivo della scarsa incidenza della variante Omicron sulla salute pubblica, il Comando nazionale di protezione civile ha revocato quasi tutte le misure restrittive.
Sono state abolite tutte le misure restrittive in vigore anche in ambito ecclesiale. È stato quindi abolito l’obbligo di ricevere la Comunione solamente sulla mano e di igienizzare le mani all’ingresso in chiesa, è stato reintrodotto il segno della pace ed è nuovamente permesso porre l’acqua benedetta nelle acquasantiere delle chiese. Allo stesso modo, i sacerdoti non dovranno più igienizzare le mani o indossare la mascherina al momento di distribuire la Comunione ai fedeli”.

Qui il comunicato ufficiale della Conferenza Episcopale Croata.

HBK: Prestanak epidemioloških mjera za vjerska okupljanja u Katoličkoj Crkvi

Vjernike i žitelje Hrvatske obradovala je vijest kako se ove subote 9. travnja ukidaju sve epidemiološke mjere, nakon dvije godine epidemije Covida-19 i brojnih ograničenja koja su tim povodom propisivana.

Kompletno izdanje ovdje.

Evo dopisa kardinala Josipa Bozanića, zagrebačkog nadbiskupa:

Drago nam je da ćemo ponovno moći živjeti susrete s Gospodinom i međusobno u punini i raznolikosti liturgijskih gesta. Premda se dokidaju i druge odredbe, izdvajam tri, to jest one koje su našim vjerničkim zajednicama najviše nedostajale:

a) Od danas se pričest može primati na oba načina: na ruke i na jezik.
b) U liturgijskim slavljima ponovno se može koristiti gesta pružanja mira.
c) Neka na ulazu u crkve budu posude s blagoslovljenom vodom.

La CEI consente la Comunione sulla lingua dal 1° aprile 2022

Dal comunicato sulla fine dello stato di emergenza COVID-19 sul sito della Conferenza Episcopale Italiana:

[Dal 1° aprile 2022] i Ministri continueranno a indossare la mascherina e a igienizzare le mani prima di distribuire l’Eucaristia preferibilmente nella mano.

“Preferibilmente” non significa “obbligatoriamente”…

Natalia Sanmartín: «La comunión en la mano es un caballo de Troya en la Iglesia»

Infovaticana entrevista a la periodista y escritora Natalia Sanmartín Fenollera:

Creo que la historia de la comunión en la mano es la historia de un caballo de Troya. Siempre me llama la atención que se hable tanto sobre las tensiones que vivió el Papa Pablo VI por la encíclica Humanæ Vitæ y tan poco sobre las que le produjo este conflicto y sobre el modo en que intentó reconducirlo. Durante su pontificado, él reafirmó la que sigue siendo la ley general de la Iglesia en este ámbito, la comunión en la lengua, y estableció un indulto, una excepción, para resolver el problema de algunas regiones donde la comunión en la mano se practicaba en abierta desobediencia a Roma, entre ellas Bélgica, Holanda y Alemania. La decisión le produjo mucho sufrimiento, porque no era partidario de la medida, como tampoco lo fueron la mayoría de los obispos que consultó antes de tomarla. Temía que hacerlo debilitase la fe en la presencia real de Cristo en el sacramento, un temor que él mismo confirmó más tarde y que le llevó a limitar el indulto, aunque no logró evitar que la práctica se generalizase. Lo terrible de todo esto es que lo que nació como una respuesta pastoral a una desobediencia se ha convertido en una práctica generalizada y hasta impuesta, como hemos visto en esta pandemia, en la que se ha aplastado de forma intolerable la piedad y los sentimientos religiosos de todos los fieles que comulgamos como prescribe la ley de la Iglesia.
Para mí es una cuestión fundamental de adoración y de veneración a Dios. Si se cree no solo intelectualmente, sino también, por decirlo así, con las entrañas, que Cristo está realmente en el sacramento, la única actitud posible es postrarse de rodillas ante Él y recibirlo como hicieron los grandes santos, los mártires y la inmensa mayoría de los cristianos que nos han precedido.

Gutting the Mystery out of the Mystery

From The Catholic World Report:

1) Ordinary prayers and responses in Latin
2) Tabernacle in the sanctuary
3) Altar rails
4) 3 hour Communion fast
5) Communion kneeling
6) Ad orientem
7) No extraordinary ministers
8) Communion on the tongue
9) Singing the proper antiphons with psalms before hymns
10) Chanting the presidential prayers (Collect, Preface, etc.) and the acclamations
11) Using incense, bells, and beautiful vestments

All can be done within the Ordinary Form.

(List by Father Matt Fish @frmattfish)

À propos de l’interdiction de la communion donnée sur la langue

L’interdiction de la communion sur la langue est de soi invalide. À supposer même qu’il soit avéré que la distribution de la communion sur la langue entraîne un risque sanitaire déraisonnable, il serait de toute manière nécessaire que d’éventuelles mesures prises à ce sujet aient un fondement légal incontestable, surtout en une matière aussi sensible.
L’interdiction de la distribution de la communion sur la langue décidée par de nombreux évêques se fonde sur le présupposé implicite, jamais formulé ouvertement, que ce rite liturgique présenterait un plus grand risque de contamination que la distribution de la communion dans la main. Or cela n’est pas démontré. En tous cas, du point de vue historique, la pratique millénaire de la communion administrée sur la langue, même par temps d’épidémie, n’a apparemment pas été un facteur significatif de contamination. S’il en avait été autrement, jamais les responsables ecclésiastiques n’auraient maintenu cette pratique en temps de crise sanitaire.

Article paru dans Sedes Sapientiæ n° 153 (3/2020), p. 47-59

L’imposizione della Comunione sulla mano: un abuso e una forma di clericalismo

Molti sostengono che le conferenze episcopali regionali e/o il singolo vescovo diocesano possano proibire la Comunione in bocca. Ma è veramente così? Innanzitutto possiamo notare che questi “provvedimenti” sono per lo più semplici comunicati o lettere, presentando quindi delle lacune dal punto di vista formale e giuridico e pertanto non possono in alcun modo abrogare o sospendere la norma generale della Comunione in bocca. Perché è proprio questo il punto fondamentale: la Comunione sulla lingua è la norma generale che regola la distribuzione dell’Eucaristia, confermata in modo solenne dalla Santa Sede con l’Istruzione Memoriale Domini del 29 maggio 1969. Quindi è il legislatore supremo, la Sede Apostolica, ad aver confermato la norma generale della Comunione in bocca. La stessa Istruzione prevede anche la possibilità di chiedere l’indulto della Comunione sulla mano, che dal punto di vista giuridico è una eccezione alla legge e che pertanto non può per sua natura diventare la norma generale. Per questo motivo un vescovo nella propria diocesi può fare tranquillamente un decreto con il quale vieta la Comunione sulla mano (come ha fatto il vescovo di Oruro in Colombia nel 2016), ma non può fare il contrario, ossia vietare la Comunione in bocca.

Leggi qui l’intero articolo di don Federico Bortoli.