Medici austriaci ai vescovi: “La Comunione sulla bocca più sicura di quella sulla mano”

Ventuno medici cattolici austriaci hanno scritto una lettera che rivolge un appello alla Conferenza episcopale del loro paese perché sia revocato il divieto di ricevere la Santa Comunione sulla lingua, divieto applicato da quando è stato annunciato che la Comunione in mano sarebbe stata l’unica forma consentita per la distribuzione dell’ostia consacrata.

Dal punto di vista dell’igiene, è assolutamente incomprensibile per noi il motivo per cui la comunione sulla bocca è stata vietata in Austria. Consideriamo questa forma di distribuzione più sicura della Comunione sulle mani.

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Ärzte an Bischöfe: Schluss mit dem Verbot der Mundkommunion!

In Österreich hat eine Gruppe von 21 katholischen Ärzten an die österreichische Bischofskonferenz appelliert, das de-facto Verbot der Mundkommunion aufzuheben, die seit einigen Wochen aufgrund der Corona-Epidemie erlassen wurde.

Als Arzt bin ich überzeugt, dass die Handkommunion weniger hygienisch und daher weniger sicher ist als die Mundkommunion. Sicher ist, dass die Hände die Teile des Körpers sind, die Krankheitserregern am stärksten ausgesetzt sind.

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La Comunione sulla mano non è un obbligo secondo il Governo italiano

Il giorno 26 giugno 2020 il Ministero dell’Interno ha pubblicato una nota che conferma che la distribuzione della Comunione sulle mani non è un obbligo, bensì solo una raccomandazione:

Rimane la raccomandazione di evitare la distribuzione delle ostie consacrate portate dall’officiante direttamente alla bocca dei fedeli.

Per noi la cosa era già chiara alla lettura del Protocollo del maggio 2020.

Ecco perché dire no alla Santa Comunione sulla mano

Dal blog Duc in altum di Aldo Maria Valli un contributo di don Alfredo M. Morselli:

Lo Spirito Santo, non una manica di reazionari, ha guidato la Chiesa a ricevere in bocca e in ginocchio la Santa Comunione, perché la storia plurisecolare della Chiesa è guidata dallo Spirito Santo. Cosa che non si può dire dell’opera dissacratoria degli ultimi sessant’anni.

Leggi l’intero articolo di don Morselli qui.

Η Αγία Ευχαριστία και ο τρόπος χορήγησης αυτού του Ιερού Μυστηρίου ανά τους αιώνες

Εδώ στην Ελλάδα, μέχρι πριν την πανδημία η Θεία Κοινωνία εχορηγείτο με τον άρτο που ο ιερέας εμβάπτιζε στον καθαγιασμένο οίνο και τον τοποθετούσε στο στόμα του πιστού. Τώρα, λόγω του κορονοϊού, σε όλη την Καθολική Εκκλησία, οι πιστοί κοινωνούν με τον άρτο μόνο που ο ιερέας τοποθετεί στο χέρι του πιστού.

+ Ιωάννης Σπιτέρης, Αρχιεπίσκοπος

Se in chiesa trovi un volantino contro la comunione sulla bocca

Dal blog di Aldo Maria Valli:

Questo è un foglietto che è stato distribuito giorni fa in una parrocchia di Milano. Apparso in spagnolo nel sito religiondigital e in italiano in adista.it, è teso a screditare la Comunione in bocca come “usanza arcaica” che forse, grazie all’occasione offerta dalla pandemia, potrà essere eliminata per sempre.

Ho chiesto un commento a monsignor Nicola Bux, che gentilmente me l’ha inviato:

(…) Nella conclusione, l’autore del volantino si contraddice, in quanto, dopo aver affermato che la pratica della Comunione in bocca non c’era nel cristianesimo primitivo, afferma che tale “pratica è nata in una maniera più arcaica” e insiste di nuovo sulla riduzione dell’Eucaristia a servizio dei fratelli. In verità, l’autore non vuole riconoscere che Cristo ha istituito il sacramento affinché diventassimo un solo corpo con lui, proprio mediante la Comunione al suo corpo e al suo sangue; solo così diventiamo sue membra e, nella misura in cui altri lo fanno, ci riconosciamo fratelli (…)

(Leggi l’intero commento di mons. Bux qui).

Il protocollo CEI/Governo Italiano non obbliga alla Comunione sulla mano

Nel “Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo” firmato il 7 maggio 2020 da CEI e Governo Italiano non si fa cenno ad alcun obbligo di distribuire la Comunione sulla mano. Al punto 3.4 si richiede soltanto:

[Il celebrante e i ministri] abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.

Nell’analogo protocollo firmato con la Chiesa Ortodossa al punto 2.4 si richiede:

[Il celebrante e i ministri] avranno cura di offrire l’Eucarestia in conclusione della Divina Liturgia senza venire a contatto con i fedeli.

La stessa cosa nel protocollo firmato con le comunità protestanti, evangeliche e anglicane:

[Il celebrante e i ministri] avranno cura di offrire il Pane senza venire a contatto con i fedeli.

Ci si chiede perché solo per i Cattolici si faccia riferimento alle mani. Il giorno 26 giugno 2020 il Ministero dell’Interno ha pubblicato una nota che conferma che la distribuzione della Comunione sulle mani non è un obbligo, bensì solo una raccomandazione.

Meditazione di Padre Giorgio Maria Faré sulla distribuzione della Comunione sulla mano

Vi invito a leggere molto bene il testo a firma del Cardinale Bassetti, Presidente della CEI, del Presidente del Consiglio Conte e del Ministro dell’Interno Lamorgese, con il beneplacito del Comitato Tecnico Scientifico, perché quello è il testo di riferimento per tutti coloro che andranno in Chiesa a ricevere Gesù. In quel testo non c’è una parola, un’espressione che dica che la Comunione deve essere ricevuta solo in mano. C’è scritto che il Sacerdote nell’offrire l’Eucaristia al fedele abbia cura di non toccare le mani del fedele.
Se il Comitato Tecnico Scientifico non lo ha riconosciuto in modo autorevole e non lo ha scritto, vuol dire che siamo liberi, come ha detto il Cardinale Sarah nell’intervista alla Nuova Bussola Quotidiana che vale la Legge Suprema della Chiesa: Il fedele è libero di ricevere la Comunione in bocca o in mano, in piedi o in ginocchio.

(Leggi qui e qui la meditazione completa di p. Giorgio Maria Faré)