‘Let us return to the Eucharist with joy’

Cardinal Robert Sarah, prefect of the Vatican’s dicastery for liturgy and sacraments, sent a letter to bishops around the world, urging a return to Mass, with proper safety protocols observed amid the coronavirus pandemic. Here is the full text of that letter.

Due attention to hygiene and safety regulations cannot lead to the sterilisation of gestures and rites, to the instilling, even unconsciously, of fear and insecurity in the faithful.
The faithful should be recognised as having the right to receive the Body of Christ and to worship the Lord present in the Eucharist in the manner provided for, without limitations that go even beyond what is provided for by the norms of hygiene issued by public authorities or Bishops.

«Torniamo con gioia all’Eucaristia!»

La Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha inviato ai presidenti delle Conferenze episcopali una lettera — diffusa nella mattina di sabato 12 settembre — sulla celebrazione della liturgia durante e dopo la pandemia del covid-19. Qui il testo in italiano.

La dovuta attenzione alle norme igieniche e di sicurezza non può portare alla sterilizzazione dei gesti e dei riti, all’induzione, anche inconsapevole, di timore e di insicurezza nei fedeli.
Si riconosca ai fedeli il diritto di ricevere il Corpo di Cristo e di adorare il Signore presente nell’Eucaristia nei modi previsti, senza limitazioni che vadano addirittura al di là di quanto previsto dalle norme igieniche emanate dalle autorità pubbliche o dai Vescovi.

No alla Comunione in bocca? Una raccomandazione senza evidenza scientifica

Qual è il livello di evidenza medica e il corrispondente rating di forza della nuova raccomandazione fatta dal Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza Covid-19? Tecnicamente tale raccomandazione, essendo fondata esclusivamente su una opinione non supportata da dati ricavati da studi scientifici mirati al tema in discussione, si colloca al IV livello di evidenza (il più basso), e presenta conseguentemente una forza di raccomandazione pari a zero. Essa è, quindi, per definizione, una raccomandazione priva di rigore e fondamento scientifico.
Sebbene molti esperti si siano espressi a favore della distruzione della comunione direttamente in bocca piuttosto che sulle mani, essendo quest’ultime pericoloso ricettacolo di germi, ad oggi non è possibile affermare con certezza scientifica quale modalità di distribuzione sia superiore all’altro in termini di sicurezza per la salute del fedele.
Quindi nessuna preferenza può essere fatta a favore di un metodo piuttosto che dell’altro. Ogni opinione in merito, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, è priva di valore scientifico. Come tale non rappresenta alcuna indicazione utile alla salute dell’individuo.

Leggi l’articolo completo del dott. Andrea Reho qui.

Medici austriaci ai vescovi: “La Comunione sulla bocca più sicura di quella sulla mano”

Ventuno medici cattolici austriaci hanno scritto una lettera che rivolge un appello alla Conferenza episcopale del loro paese perché sia revocato il divieto di ricevere la Santa Comunione sulla lingua, divieto applicato da quando è stato annunciato che la Comunione in mano sarebbe stata l’unica forma consentita per la distribuzione dell’ostia consacrata.

Dal punto di vista dell’igiene, è assolutamente incomprensibile per noi il motivo per cui la comunione sulla bocca è stata vietata in Austria. Consideriamo questa forma di distribuzione più sicura della Comunione sulle mani.

Leggi l’intero articolo qui.

Ärzte an Bischöfe: Schluss mit dem Verbot der Mundkommunion!

In Österreich hat eine Gruppe von 21 katholischen Ärzten an die österreichische Bischofskonferenz appelliert, das de-facto Verbot der Mundkommunion aufzuheben, die seit einigen Wochen aufgrund der Corona-Epidemie erlassen wurde.

Als Arzt bin ich überzeugt, dass die Handkommunion weniger hygienisch und daher weniger sicher ist als die Mundkommunion. Sicher ist, dass die Hände die Teile des Körpers sind, die Krankheitserregern am stärksten ausgesetzt sind.

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La Comunione sulla mano non è un obbligo secondo il Governo italiano

Il giorno 26 giugno 2020 il Ministero dell’Interno ha pubblicato una nota che conferma che la distribuzione della Comunione sulle mani non è un obbligo, bensì solo una raccomandazione (senza evidenza scientifica):

Rimane la raccomandazione di evitare la distribuzione delle ostie consacrate portate dall’officiante direttamente alla bocca dei fedeli.

Per noi la cosa era già chiara alla lettura del Protocollo del maggio 2020.

Ecco perché dire no alla Santa Comunione sulla mano

Dal blog Duc in altum di Aldo Maria Valli un contributo di don Alfredo M. Morselli:

Lo Spirito Santo, non una manica di reazionari, ha guidato la Chiesa a ricevere in bocca e in ginocchio la Santa Comunione, perché la storia plurisecolare della Chiesa è guidata dallo Spirito Santo. Cosa che non si può dire dell’opera dissacratoria degli ultimi sessant’anni.

Leggi l’intero articolo di don Morselli qui.

Η Αγία Ευχαριστία και ο τρόπος χορήγησης αυτού του Ιερού Μυστηρίου ανά τους αιώνες

Εδώ στην Ελλάδα, μέχρι πριν την πανδημία η Θεία Κοινωνία εχορηγείτο με τον άρτο που ο ιερέας εμβάπτιζε στον καθαγιασμένο οίνο και τον τοποθετούσε στο στόμα του πιστού. Τώρα, λόγω του κορονοϊού, σε όλη την Καθολική Εκκλησία, οι πιστοί κοινωνούν με τον άρτο μόνο που ο ιερέας τοποθετεί στο χέρι του πιστού.

+ Ιωάννης Σπιτέρης, Αρχιεπίσκοπος