Qui sumus

Per un autentico RINNOVAMENTO liturgico, secondo il Concilio Vaticano II, in CONTINUITÀ con la Tradizione.

«Avete capito tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». (Mt 13,51-52)

Testi di riferimento di questo sito sono gli scritti sulla liturgia di Papa Benedetto XVI, raccolti nel volume “Opera Omnia (vol. XI). Teologia della Liturgia”, Libreria Editrice Vaticana 2010, e più in particolare nel saggio in esso contenuto “Lo spirito della liturgia. Un’introduzione” (pubblicato con il titolo “Introduzione allo spirito della liturgia” da Edizioni San Paolo, 2001).
Nella Premessa a questo saggio così l’allora Card. Ratzinger aveva scritto: «Se questo libro riuscisse a sua volta a essere di stimolo a qualcosa come un “movimento liturgico”, un movimento verso la liturgia e verso una sua corretta celebrazione, esteriore ed interiore, l’intenzione che mi ha spinto a tale lavoro sarebbe pienamente realizzata».
L’intento che si vuole perseguire e scopo di questo sito è quello di assecondare questo auspicio e di corrispondervi pienamente e nel miglior modo possibile! La convinzione è che un autentico rinnovamento liturgico debba rifarsi alle indicazioni del Concilio Vaticano II, che resta imprescindibile, ma in continuità con la Tradizione, secondo le corrette e vere intenzioni dei Padri conciliari e non secondo le interpretazioni distorte che ne sono conseguite; anzi, si ritiene che proprio il radicamento nella Tradizione sia esso stesso la garanzia più valida per il rinnovamento liturgico introdotto dal Concilio. Per conseguire questa finalità si reputa non necessario tornare alla liturgia antica (Vetus Ordo); piuttosto a una liturgia che usi abitualmente il messale riformato da Paolo VI (Novus Ordo), ma che recuperi il primato di Dio, il senso del sacro, il decoro, il silenzio, il giusto clima spirituale che, meglio garantiti nella liturgia antica (questo sì!), sembrano invece assenti o comunque divenuti secondari e superflui nella maggior parte delle celebrazioni. E si individuano almeno quattro indicazioni liturgiche doverose di essere ripristinate: l’altare “orientato” (dove è possibile), il recupero della lingua latina e del canto gregoriano (almeno in parte) e la santa Comunione ricevuta in ginocchio dai fedeli (assai opportuna).
A questi criteri si rifà questa iniziativa; criteri che, a loro volta, rimandano alla “riforma della riforma” auspicata da Papa Benedetto XVI e sostenuta dal Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ossia una liturgia con il messale ordinario ma che si ispira alla celebrazione con il rito straordinario. C’è consapevolezza che le questioni in gioco non sono di natura esclusivamente liturgica ma, prima di tutto, di natura teologica. Il fine, nella logica irrinunciabile della lex orandi-lex credendi, è di riportare la liturgia alla sua natura più autentica; quindi non è un “tornare indietro” nostalgico (questo non è un sito tradizionalista!), ma è restituirle ciò che le è stato sottratto e che la identifica; è riaffermare la liturgia come fonte di spiritualità, come sorgente e cuore della preghiera della Chiesa. E, ne siamo convinti, l’auspicata e urgente “riconciliazione liturgica” o “riconversione liturgica” può essere raggiunta concretamente, con pazienza e perseveranza, anche attraverso il recupero di alcune forme tipiche della plurisecolare tradizione liturgica.
Questo sito, perciò, raccoglierà materiale utile per la celebrazione della Santa Messa cattolica secondo il rito di papa Paolo VI ma in lingua latina, con canti gregoriani e con i celebranti rivolti ad orientem (cioè verso il Signore). Tutto secondo la Costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium (1963) del Concilio Ecumenico Vaticano II, che raccomanda la conservazione della lingua latina (36), la preferenza per il canto gregoriano (117), non esclude affatto la celebrazione ad orientem e non abolisce la Comunione ricevuta in ginocchio. «La grandezza della liturgia si fonda sulla sua non arbitrarietà […] La “liturgia divina”, come la chiama l’Oriente, partecipa della normatività propria della fede cristiana» (Joseph Ratzinger).

I curatori del sito (info@adorientem.it)