Antiphonarium – Solemnitates Domini tempore per annum

Mons. Andrea Caniato prosegue la pubblicazione del repertorio gregoriano delle antifone della Liturgia delle Ore, secondo l’Ordo Cantus Offici (II edizione).

Potete scaricare qui l’Antifonario delle Solennità del Signore nel tempo ordinario.

Ringraziamo ancora mons. Caniato.

Antiphonarium IV Hebdomadæ

Mons. Andrea Caniato prosegue la pubblicazione del repertorio gregoriano delle antifone della Liturgia delle Ore, secondo l’Ordo Cantus Offici (II edizione).

Potete scaricare qui l’Antifonario della IV Settimana del Salterio, per l’utilizzo da lunedì 24 maggio 2021.

Ancora grazie, mons. Caniato!

Antiphonarium Temporis Paschalis

Mons. Andrea Caniato, canonico della Cattedrale di Bologna, sta compilando il repertorio gregoriano delle antifone della Liturgia delle Ore, secondo l’Ordo Cantus Offici (II edizione).
Si tratta di una versione completa per il canto della Liturgia delle Ore (lasciando il canto dei Salmi in lingua vernacola).
Non sempre c’è corrispondenza tra i testi della Liturgia Horarum e le antifone previste per il canto, ma si tratta comunque di variazioni stabilite e approvate, contenute in un testo liturgico ufficiale.
Mons. Caniato generosamente condivide ora con noi la parte relativa al Tempo di Pasqua. In futuro ci manderà gli altri periodi liturgici.
Tra l’altro, è possibile notare che l’antifonario della Liturgia delle Ore contiene molto materiale che può essere utilizzato anche per la s. Messa, in analogia a quanto proposto dal Graduale Simplex.
Le antifone sono infatti molto più accessibili rispetto ai canti del Graduale.

Ringraziamo mons. Caniato per l’impegno e la generosità!

Potete scaricare l’Antifonario del Tempo di Pasqua qui.

 

Nuovo Messale e liturgia: “damnatio memoriæ” contro Benedetto XVI?

Qual è il legame tra il “nuovo Messale” e il magistero liturgico del Sommo Pontefice Benedetto XVI? La risposta sembra essere: nessuno, almeno non nello specifico. Di qui ognuno potrà trarre da sé un criterio di giudizio oggettivo per valutare l’operazione. Circa la quale, a essere sinceri, vanno ammessi due possibili commenti. Il primo è che quella di Benedetto XVI sia stata una parentesi infelice nella storia della Chiesa, e quindi facciamo proprio bene a lasciarcela alle spalle, e anzi bisogna render onore ai prelati nostrani che con tanta finezza stanno evitando di apertamente sconfessare l’imbarazzante operato del vecchio Pontefice emerito. Il secondo è che quella di Ratzinger sia la via del futuro della Chiesa, al che faremmo bene a ricollegarci a essa quanto prima, e in questo caso, guardando alla nuova traduzione del Messale, possiamo solo sperare che essa comporti un rallentamento nell’adeguamento al Magistero petrino e non implichi un grave distanziamento da esso.

Leggi l’intero articolo di don Marco Begato sdb sul sito di Aldo Maria Valli.

Qui altri articoli di don Marco Begato sdb sul nostro sito.

L’imposizione della Comunione sulla mano: un abuso e una forma di clericalismo

Molti sostengono che le conferenze episcopali regionali e/o il singolo vescovo diocesano possano proibire la Comunione in bocca. Ma è veramente così? Innanzitutto possiamo notare che questi “provvedimenti” sono per lo più semplici comunicati o lettere, presentando quindi delle lacune dal punto di vista formale e giuridico e pertanto non possono in alcun modo abrogare o sospendere la norma generale della Comunione in bocca. Perché è proprio questo il punto fondamentale: la Comunione sulla lingua è la norma generale che regola la distribuzione dell’Eucaristia, confermata in modo solenne dalla Santa Sede con l’Istruzione Memoriale Domini del 29 maggio 1969. Quindi è il legislatore supremo, la Sede Apostolica, ad aver confermato la norma generale della Comunione in bocca. La stessa Istruzione prevede anche la possibilità di chiedere l’indulto della Comunione sulla mano, che dal punto di vista giuridico è una eccezione alla legge e che pertanto non può per sua natura diventare la norma generale. Per questo motivo un vescovo nella propria diocesi può fare tranquillamente un decreto con il quale vieta la Comunione sulla mano (come ha fatto il vescovo di Oruro in Colombia nel 2016), ma non può fare il contrario, ossia vietare la Comunione in bocca.

Leggi qui l’intero articolo di don Federico Bortoli.