Mons. Stefan Heid: “Ecco come celebravano i primi cristiani”

Dall’intervista di Luisella Scrosati a mons. Stefan Heid, Rettore del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (pubblicata sul Timone n. 213, gennaio 2022, in edicola a Roma e Milano, in spedizione ovunque cartaceo o digitale www.iltimone.org):

A partire dal Concilio si è diffuso l’enorme malinteso che, nella chiesa primitiva, il sacerdote guardasse il popolo. Salvo pochissime eccezioni, non è stato così. Nei primi secoli, l’altare era solitamente posizionato libero ai quattro lati, ma il sacerdote stava davanti all‘altare con il volto rivolto verso oriente. L’Eucaristia ha anche elementi dialogici, ma questi costituiscono solo l’introduzione alla preghiera. La preghiera deve essere sempre rivolta ad est. Ci sono alcune chiese – anche a Roma – con la facciata rivolta ad est, e in questi casi il sacerdote deve stare dietro l’altare e guardare verso il popolo. Ma il punto non è che la comunità debba ammirare la bellezza del sacerdote, ma che il sacerdote debba pregare verso est, verso Cristo, Sole di giustizia. Il modello moderno di liturgia, nello stile di un evento di intrattenimento religioso, ha poco a che fare con la serietà delle prime chiese.

Molta ideologia è oggi ancora in atto, purtroppo. Ognuno sceglie ciò che gli piace dalla Chiesa primitiva. C’è un ampio spazio per la manipolazione, specialmente quando si tratta della nostra odierna comprensione della liturgia, dell’Eucaristia e della Chiesa. Molto di ciò che oggi viene giustificato con la Chiesa primitiva è solo una proiezione moderna. Un piccolo chiarimento storico in più sarebbe molto utile a riguardo.

Ampi stralci dell’intervista qui.

How the First Christians Celebrated the Mass
Luisella Scrosati, interview with mons. Stefan Heid, Rector of the Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (Pontifical Institute of Christian Archeology).
Il Timone, January 2022

Beginning with the Council, the enormous misconception has spread that, in the primitive church, the priest looked at the people. With very few exceptions, this was not the case. In the early centuries, the altar was usually placed free on all four sides, but the priest stood in front of the altar with his face to the east. The Eucharist also has dialogical elements, but these are only in the manner of an introduction to the [Eucharistic] prayer. The prayer itself must always be facing east. There are some churches—even in Rome—with the façade facing east, and in these cases the priest must stand behind the altar and look toward the people. But the point is not that the community should admire the handsomeness of the priest, but rather that the priest should pray towards the east, towards Christ, the “Sun of justice.” The modern model of liturgy, in the style of a religious entertainment event, has little to do with the seriousness of the early churches.
Much ideology is still in place today, unfortunately. Everyone chooses what they like from the early Church. There is plenty of room for manipulation, especially when it comes to our understanding today of the liturgy, the Eucharist, and the Church. Much of what is justified today by appeal to the early Church is just a modern projection. A little more historical clarification would be very helpful in this regard.

More here.

Un parroco risponde al suo vescovo che vieta la celebrazione ad orientem

Don Anthony Bus C.R., parroco della chiesa di St. Stanislaus Kostka a Chicago, ha ricevuto dal proprio arcivescovo la proibizione di continuare a celebrare la s. Messa (novus ordo) ad orientem (qui la storia).
Questa è la sua risposta, pubblicata sul sito web della parrocchia:

Father Anthony Bus C.R., pastor of the church of St. Stanislaus Kostka in Chicago, has received from his archbishop the prohibition to continue celebrating the (novus ordo) holy Mass ad orientem (story here).
This is his response, posted on the parish website:

Fr Anthony’s Letter on “Ad Orientem

The Holy Mass is the renewal of our fiat – a renewal of our covenant with the Lord and His Mystical Body. Therefore our primary participation in the Holy Mass and the renewal of our sacred covenant to the Lord is that we offer ourselves “a living sacrifice holy and pleasing to God our spiritual worship,” quoting St. Paul. We do this in union with the sacrifice of Jesus, for Jesus, through Jesus, and in Jesus – to the glory of the Father. The Sacred Mysteries offered, “Ad Orientem” facilitates this so beautifully in preparation for Holy Communion, and always in anticipation of the Lord’s coming at the end of all things.

La Santa Messa è il rinnovamento del nostro fiat, un rinnovamento della nostra alleanza con il Signore e con il Suo Corpo mistico. Perciò la nostra prima partecipazione alla Santa Messa e al rinnovamento della nostra sacra alleanza con il Signore è quella di offrire noi stessi «come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio (…) il nostro culto spirituale», per citare san Paolo. Lo facciamo in unione con il sacrificio di Gesù, per Gesù, per mezzo di Gesù, e in Gesù, a gloria del Padre. Offerti i Sacri Misteri, “Ad Orientem” facilita splendidamente tutto questo in preparazione alla Santa Comunione, e sempre in attesa della venuta del Signore alla fine di tutte le cose.

20+C+M+B+22

La benedizione delle case, sulle cui porte vengono segnate la croce del Signore, la cifra dell’anno appena iniziato, le lettere iniziali dei tradizionali nomi dei santi Magi (C+M+B), spiegate anche come abbreviazione di “Christus mansionem benedicat”, scritte con gesso benedetto.

The blessing of homes, on whose lentils are inscribed the Cross of salvation, together with the indication of the year and the initials of the three wise men (C+M+B), which can also be interpreted to mean Christus mansionem benedicat, written in blessed chalk.

La bénédiction des maisons, sur les portes desquelles les fidèles ont placé la croix du Seigneur, le chiffre de l’année qui commence et les initiales des noms traditionnels des saints Mages (C+M+B), qui sont aussi celles de l’expression: “Christus mansionem benedicat“, écrites avec de la craie bénite.

La bendición de las casas, sobre cuyas puertas se traza la cruz del Señor, el número del año comenzado, las letras iniciales de los nombres tradicionales de los santos Magos (C+M+B) [en algunas lenguas], explicadas también como siglas de “Christus mansionem benedicat“, escritas con una tiza bendecida.

Die Segnung der Häuser, deren Türen mit dem Kreuz des Herrn bezeichnet werden: die Ziffer des neuen Jahres, die Anfangsbuchstaben der überlieferten Namen der heiligen Sterndeuter (C+M+B), die auch als Abkürzung von „Christus mansionem benedicat“ (Christus segne dieses Haus) zu erklären sind. Sie werden mit gesegneter Kreide geschrieben.

Liturgical Books of the Ordinary Form of the Roman Rite

Bibliographical information and cover images of liturgical books used in the celebration of the Ordinary Form of the Roman Rite here.

Informazioni bibliografiche e immagini delle copertine dei libri liturgici usati nella celebrazione della Forma Ordinaria del Rito Romano qui.

Sanctæ Familiæ Iesu, Mariæ et Ioseph – 26 Dec 2021

Festum

Ant. ad introitum Lc 2, 16
Venérunt pastóres festinántes, et invenérunt Maríam
et Ioseph et Infántem pósitum in præsépio.

Dicitur Glória in excélsis.

Collecta
Deus, qui præclára nobis sanctæ Famíliæ
dignátus es exémpla præbére,
concéde propítius,
ut, domésticis virtútibus caritatísque vínculis illam sectántes,
in lætítia domus tuæ prǽmiis fruámur ætérnis.
Per Dóminum.

Dicitur Credo.

Super oblata
Hóstiam tibi placatiónis offérimus, Dómine,
supplíciter deprecántes,
ut, Deíparæ Vírginis beatíque Ioseph interveniénte suffrágio,
famílias nostras in tua grátia fírmiter et pace constítuas.
Per Christum.

Præfatio de Nativitate.

Ant. ad communionem Bar 3, 38
Deus noster in terris visus est,
et cum homínibus conversátus est.

Post communionem
Quos cæléstibus réficis sacraméntis,
fac, clementíssime Pater,
sanctæ Famíliæ exémpla iúgiter imitári,
ut, post ærúmnas sǽculi,
eius consórtium consequámur ætérnum.
Per Christum.

© Copyright – Libreria Editrice Vaticana

Messalino in PDF con letture in lingua italiana (da stampare su fogli A3 fronte/retro)

Missalette in PDF with readings in English (to be printed on A3 sheets, front/back)

Messbuch in PDF mit Lesungen auf Deutsch (auf A3-Bogen, Vorder-/Rückseite drücken)

Liber Gradualis – Pars Festiva

Il LIBER GRADUALIS PARS FESTIVA è il volume di ben 724 pagine che raccoglie la proposta di restituzione melodica del repertorio gregoriano della Messa elaborata da mons. Alberto Turco, don Nicola Bellinazzo e don Gilberto Sessantini.
Nasce da uno studio attento e comparativo delle moltissime testimonianze antiche trascritte su tavole sinottiche custodite come prezioso tesoro nell’atelier de Paléographie dell’Abbazia di Solesmes. Sopra la versione neumatica in notazione quadrata, aderente alle più recenti acquisizioni grafiche, viene riportata la più antica notazione in campo aperto dei manoscritti sangallesi, la più ricca di tutte le altre nel fornire indicazioni dal punto di vista espressivo, estetico e modale, atte ad una interpretazione corretta e artisticamente significativa.
In questo primo volume sono riportate tutte le celebrazioni festive, mentre il secondo, di prossima pubblicazione, sarà dedicato a quelle feriali. Ineludibile punto di riferimento per quanti amano, studiano, eseguono il canto proprio della Chiesa romana.

Descrizione del volume qui.

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