Mons. Bux a 50 anni dalla riforma liturgica

Dall’Informatore Romano:

Il 30 novembre di 50 anni fa entrava in vigore la nuova Messa di Paolo VI. Il bilancio in chiaroscuro di don Nicola Bux: «Paolo VI voleva avvicinare l’uomo a Dio, ma vide con dolore che la Riforma tradiva il Concilio. Il fumo di Satana era per le deformazioni della Messa mentre fautori come Bouyer e i gesuiti ammisero che era ormai “malleabile” come il caucciù. La svolta con Ratzinger: capì che la crisi della Chiesa era prima una crisi liturgica». Che fare? «Tornare al diritto di Dio di essere adorato».

È sicuramente vero che le direttive del Concilio non avrebbero mai permesso gli abusi e le deformazioni che poi sono diventate comuni. La situazione è sfuggita di mano perché se confrontiamo la Costituzione Liturgica Sacrosanctum Concilium con quanto accade oggi mediamente nelle nostre chiese, è evidente che c’è una distanza in tanti punti e questa è stata tradita: il latino, il gregoriano, l’orientamento del celebrante, non più ad Deum, ma versus populum

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