Don Divo Barsotti e la lingua latina nella liturgia

Se la celebrazione liturgica non realizzasse l’unità trascendente degli uomini in Cristo, che cosa sarebbe di più che una riunione di amici, cui disturba ogni forma come inutile e falsa? Meglio cento volte un rito incomprensibile, che una celebrazione che si risolva in un puro incontro di amici – non certo perché l’incomprensibilità del rito illude più facilmente sul suo valore, ma perché meglio significa il suo contenuto reale di Mistero che trascende tutto l’umano.

(D. Barsotti, I cristiani vogliano essere cristiani, a cura di P. Canal, Cinisello Balsamo (Milano) 2006, pp. 45-46)

Non vuol dire proprio nulla la lingua nazionale nella liturgia. Il problema non è di capire sul piano intellettuale, ma di compiere un incontro reale con Cristo. E non vedo nella liturgia di oggi qualcosa che promuova un incontro con Lui.

(Ibidem, pp. 269-270)

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