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Il Cardinale Robert Sarah: verso un’autentica attuazione di «Sacrosanctum Concilium»

È di primaria importanza tornare il più presto possibile a un orientamento comune dei sacerdoti e dei fedeli, rivolti insieme nella medesima direzione — verso Est, o perlomeno verso l’abside —, verso il Signore che viene, in tutte le parti del rito in cui ci si rivolge al Signore. Tale pratica è permessa dalle regole liturgiche attuali. Ciò è perfettamente legittimo nel nuovo rito. In effetti, penso che una tappa cruciale è di fare in modo che il Signore sia al centro delle celebrazioni.

(…)

Dobbiamo cantare la liturgia, ovvero cantare i testi liturgici, rispettare le tradizioni liturgiche della Chiesa e apprezzare il vasto tesoro — che è il nostro — della musica sacra, in particolare la musica propria del rito romano, cioè il canto gregoriano. Dobbiamo cantare la musica sacra propria della liturgia, e non una semplice musica religiosa, o ancora peggio, dei canti profani.
Dobbiamo trovare un buon equilibrio fra le lingue volgari e l’uso del latino nella liturgia. Il Concilio non ha mai avuto l’intenzione d’insinuare che il rito romano fosse esclusivamente celebrato in lingua volgare. Aveva l’intenzione di accrescerne l’utilizzo, in particolare per le letture. Oggi dovrebbe essere possibile, in particolare con i mezzi di stampa moderni, facilitare la comprensione da parte di tutti quando nella liturgia eucaristica è usato il latino. Il latino è inoltre particolarmente appropriato per gl’incontri internazionali, quando la lingua volgare non è compresa da tutti.

(…)

Là dove l’inginocchiamento e la genuflessione sono scomparsi nella liturgia, devono essere ristabiliti, in particolare per la ricezione di nostro Signore nella santa comunione.

Testo completo qui. Complete text in English here. Texte complet en Français ici.

Book Review: “With Latin in the Service of the Popes” The Memoirs of Antonio Cardinal Bacci (1885-1971)

This gem is a title that should be on every Catholic bookshelf. With Latin in the Service of the Popes. The Memoirs of Antonio Cardinal Bacci (1885-1971) is a little-known treasure that offers an extremely important glimpse into the role of Latin in the life of the Church. Cardinal Bacci was a renowned papal latinist who offers keen insight into the reality of Latin as the linguistic bond of the Roman Church, both in liturgy (and music), but also as the administrative language of the universal Church. I would say Cardinal Bacci’s memoirs are a must read for anyone with an interest in the use of Latin.

Read the full review of the book by John Paul Sonnen here.

Il Canto Gregoriano: La Musica perfetta per la Sacra Liturgia

Qui la traduzione della conferenza di Peter A. Kwasniewski del maggio 2019 sul canto gregoriano.

Originale inglese e video qui.

A prima vista, si potrebbe pensare che qualcosa con un nome come “canto piano” o “canto fermo” non dia granché di cui parlare; dopotutto, il nome stesso dice si tratta di un canto, e che è semplice, “piano”. In realtà, il canto Gregoriano è tutt’altro che “semplice”, se non nel senso che le sue belle melodie sono pensate per essere cantate senza accompagnamento e senza armonizzazione, come si addice all’antica cultura monastica da cui sono scaturite. Quello che chiamiamo “canto gregoriano” è una delle forme d’arte più ricche e fini della musica occidentale – anzi, della musica di qualsiasi cultura. Nella presentazione di oggi, prima darò un rapido quadro della storia del canto gregoriano, quindi spiegherò perché cantiamo la nostra liturgia, piuttosto che limitarci a recitarla, e infine approfondirò le caratteristiche che rendono il canto gregoriano insostituibilmente adatto alla liturgia cattolica.

Obispos de Extremadura: “No puede prohibirse la Comunión en la boca”

Mensaje de los obispos de Extremadura con motivo de la pandemia de la Covid-19:

Hay que evitar restricciones arbitrarias o que se limiten los derechos de los fieles. En concreto, por más que sea preferible la comunión en la mano por razón de la situación, no puede prohibirse la comunión en la boca, como ha ocurrido en algunas ocasiones, a veces incluso cuando el fiel estaba ya a punto de recibirla. Confiamos al buen sentido pastoral de los sacerdotes que procuren fórmulas que permitan vivir con paz y sin tensión un momento como ése, de particular intensidad espiritual.

Leer el mensaje completo aquí.

Church of the Resurrection, Lansing MI, turns ad Orientem

On the First Sunday of Advent 2014, the Church of the Resurrection began celebrating the (Novus Ordo) Mass ad orientem. What that means is that at times during the Mass, especially during the Eucharistic Prayer, the priest and the people face in the same direction, toward the “Liturgical East.” This change followed a period of catechesis and preparation that began two years earlier, when we reflected together on the powerful symbolism of praying toward the East. Inspired by Pope Benedict XVI’s book, The Spirit of the Liturgy, we began using what is often called the “Benedictine Altar Arrangement.” We placed six candles on the altar, with a crucifix in the center, to help remind us by the very manner of our prayer that we are not praying to each other but rather to the Father, through the Son, in the Holy Spirit. The recent change to celebrating ad orientem is helping accomplish this goal even more fully.

Church of the Resurrection
1505 E. Michigan Avenue
Lansing, MI 48912

“Steve, what do you think of the Latin Mass?”

The Latin Mass is marvelous, a gift of God and the form of the Mass for over a thousand years, and one that Benedict XVI thankfully brought back into wide usage.
The whole Church should be grateful and make full use of this liturgical form. I prefer the ad orientem posture of the priest in the Latin Mass (facing east).
However, the Novus Ordo Mass is also beautiful and marvelous when celebrated correctly and reverently. They are both valid and beautiful gifts from God.

Read full post by Steve Ray here.

Dominica XXVI “per annum” – 27 Sep 2020

Ant. ad introitum Dan 3, 31.29.30.43.42
Omnia, quæ fecísti nobis, Dómine,
in vero iudício fecísti, quia peccávimus tibi,
et mandátis tuis non oboedívimus;
sed da glóriam nómini tuo,
et fac nobíscum secúndum multitúdinem misericórdiæ tuæ.

Collecta
Deus, qui omnipoténtiam tuam
parcéndo máxime et miserándo maniféstas,
multíplica super nos grátiam tuam,
ut, ad tua promíssa curréntes,
cæléstium bonórum fácias esse consórtes.
Per Dominum.

Super oblata
Concéde nobis, miséricors Deus,
ut hæc nostra oblátio tibi sit accépta,
et per eam nobis fons omnis benedictiónis aperiátur.
Per Christum.

Ant. ad communionem Cf. Ps 118, 49-50
Meménto verbi tui servo tuo, Dómine,
in quo mihi spem dedísti;
hæc me consoláta est in humilitáte mea.
Vel: 1 Io 3, 16
In hoc cognóvimus caritátem Dei:
quóniam ille ánimam suam pro nobis pósuit;
et nos debémus pro frátribus ánimas pónere.

Post communionem
Sit nobis, Dómine, reparátio mentis et córporis
cæléste mystérium, ut simus eius in glória coherédes,
cui, mortem ipsíus annuntiándo, compátimur.
Qui vivit et regnat in sǽcula sæculórum.

© Copyright – Libreria Editrice Vaticana

Messalino in PDF con letture in lingua italiana (da stampare su fogli A3 fronte/retro)

Missalette in PDF with readings in English (to be printed on A3 sheets, front/back)