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Il Cardinale Robert Sarah: verso un’autentica attuazione di «Sacrosanctum Concilium»

È di primaria importanza tornare il più presto possibile a un orientamento comune dei sacerdoti e dei fedeli, rivolti insieme nella medesima direzione — verso Est, o perlomeno verso l’abside —, verso il Signore che viene, in tutte le parti del rito in cui ci si rivolge al Signore. Tale pratica è permessa dalle regole liturgiche attuali. Ciò è perfettamente legittimo nel nuovo rito. In effetti, penso che una tappa cruciale è di fare in modo che il Signore sia al centro delle celebrazioni.

(…)

Dobbiamo cantare la liturgia, ovvero cantare i testi liturgici, rispettare le tradizioni liturgiche della Chiesa e apprezzare il vasto tesoro — che è il nostro — della musica sacra, in particolare la musica propria del rito romano, cioè il canto gregoriano. Dobbiamo cantare la musica sacra propria della liturgia, e non una semplice musica religiosa, o ancora peggio, dei canti profani.
Dobbiamo trovare un buon equilibrio fra le lingue volgari e l’uso del latino nella liturgia. Il Concilio non ha mai avuto l’intenzione d’insinuare che il rito romano fosse esclusivamente celebrato in lingua volgare. Aveva l’intenzione di accrescerne l’utilizzo, in particolare per le letture. Oggi dovrebbe essere possibile, in particolare con i mezzi di stampa moderni, facilitare la comprensione da parte di tutti quando nella liturgia eucaristica è usato il latino. Il latino è inoltre particolarmente appropriato per gl’incontri internazionali, quando la lingua volgare non è compresa da tutti.

(…)

Là dove l’inginocchiamento e la genuflessione sono scomparsi nella liturgia, devono essere ristabiliti, in particolare per la ricezione di nostro Signore nella santa comunione.

Testo completo qui. Complete text in English here. Texte complet en Français ici.

Obispos de Extremadura: “No puede prohibirse la Comunión en la boca”

Mensaje de los obispos de Extremadura con motivo de la pandemia de la Covid-19:

Hay que evitar restricciones arbitrarias o que se limiten los derechos de los fieles. En concreto, por más que sea preferible la comunión en la mano por razón de la situación, no puede prohibirse la comunión en la boca, como ha ocurrido en algunas ocasiones, a veces incluso cuando el fiel estaba ya a punto de recibirla. Confiamos al buen sentido pastoral de los sacerdotes que procuren fórmulas que permitan vivir con paz y sin tensión un momento como ése, de particular intensidad espiritual.

Leer el mensaje completo aquí.

Church of the Resurrection, Lansing MI, turns ad Orientem

On the First Sunday of Advent 2014, the Church of the Resurrection began celebrating the (Novus Ordo) Mass ad orientem. What that means is that at times during the Mass, especially during the Eucharistic Prayer, the priest and the people face in the same direction, toward the “Liturgical East.” This change followed a period of catechesis and preparation that began two years earlier, when we reflected together on the powerful symbolism of praying toward the East. Inspired by Pope Benedict XVI’s book, The Spirit of the Liturgy, we began using what is often called the “Benedictine Altar Arrangement.” We placed six candles on the altar, with a crucifix in the center, to help remind us by the very manner of our prayer that we are not praying to each other but rather to the Father, through the Son, in the Holy Spirit. The recent change to celebrating ad orientem is helping accomplish this goal even more fully.

Church of the Resurrection
1505 E. Michigan Avenue
Lansing, MI 48912

“Steve, what do you think of the Latin Mass?”

The Latin Mass is marvelous, a gift of God and the form of the Mass for over a thousand years, and one that Benedict XVI thankfully brought back into wide usage.
The whole Church should be grateful and make full use of this liturgical form. I prefer the ad orientem posture of the priest in the Latin Mass (facing east).
However, the Novus Ordo Mass is also beautiful and marvelous when celebrated correctly and reverently. They are both valid and beautiful gifts from God.

Read full post by Steve Ray here.

Dominica XXVI “per annum” – 27 Sep 2020

Ant. ad introitum Dan 3, 31.29.30.43.42
Omnia, quæ fecísti nobis, Dómine,
in vero iudício fecísti, quia peccávimus tibi,
et mandátis tuis non oboedívimus;
sed da glóriam nómini tuo,
et fac nobíscum secúndum multitúdinem misericórdiæ tuæ.

Collecta
Deus, qui omnipoténtiam tuam
parcéndo máxime et miserándo maniféstas,
multíplica super nos grátiam tuam,
ut, ad tua promíssa curréntes,
cæléstium bonórum fácias esse consórtes.
Per Dominum.

Super oblata
Concéde nobis, miséricors Deus,
ut hæc nostra oblátio tibi sit accépta,
et per eam nobis fons omnis benedictiónis aperiátur.
Per Christum.

Ant. ad communionem Cf. Ps 118, 49-50
Meménto verbi tui servo tuo, Dómine,
in quo mihi spem dedísti;
hæc me consoláta est in humilitáte mea.
Vel: 1 Io 3, 16
In hoc cognóvimus caritátem Dei:
quóniam ille ánimam suam pro nobis pósuit;
et nos debémus pro frátribus ánimas pónere.

Post communionem
Sit nobis, Dómine, reparátio mentis et córporis
cæléste mystérium, ut simus eius in glória coherédes,
cui, mortem ipsíus annuntiándo, compátimur.
Qui vivit et regnat in sǽcula sæculórum.

© Copyright – Libreria Editrice Vaticana

Messalino in PDF con letture in lingua italiana (da stampare su fogli A3 fronte/retro)

Missalette in PDF with readings in English (to be printed on A3 sheets, front/back)

‘Let us return to the Eucharist with joy’

Cardinal Robert Sarah, prefect of the Vatican’s dicastery for liturgy and sacraments, sent a letter to bishops around the world, urging a return to Mass, with proper safety protocols observed amid the coronavirus pandemic. Here is the full text of that letter.

Due attention to hygiene and safety regulations cannot lead to the sterilisation of gestures and rites, to the instilling, even unconsciously, of fear and insecurity in the faithful.
The faithful should be recognised as having the right to receive the Body of Christ and to worship the Lord present in the Eucharist in the manner provided for, without limitations that go even beyond what is provided for by the norms of hygiene issued by public authorities or Bishops.

«Torniamo con gioia all’Eucaristia!»

La Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha inviato ai presidenti delle Conferenze episcopali una lettera — diffusa nella mattina di sabato 12 settembre — sulla celebrazione della liturgia durante e dopo la pandemia del covid-19. Qui il testo in italiano.

La dovuta attenzione alle norme igieniche e di sicurezza non può portare alla sterilizzazione dei gesti e dei riti, all’induzione, anche inconsapevole, di timore e di insicurezza nei fedeli.
Si riconosca ai fedeli il diritto di ricevere il Corpo di Cristo e di adorare il Signore presente nell’Eucaristia nei modi previsti, senza limitazioni che vadano addirittura al di là di quanto previsto dalle norme igieniche emanate dalle autorità pubbliche o dai Vescovi.

L’edizione dei libri di canto gregoriano: il Graduale Simplex

Un caso interessante è quello del Graduale Simplex del 1967 che contiene melodie sempre dal canto gregoriano ma più semplici (in usum minorum ecclesiarum) e con la possibilità di scelta di brani comuni per tempi liturgici più che per le singole domeniche. Come detto, questo libro era inteso come aiuto per le chiese con meno mezzi musicali, ma per una interessante eterogenesi dei fini, come mi fu anche detto da un Maestro delle Celebrazioni Pontificie, in realtà il posto in cui fu maggiormente usato fu proprio nelle celebrazioni più solenni, quelle con alla presenza del Santo Padre nella Basilica di San Pietro. Ci fu un tempo in cui in cui la Cappella Sistina eseguiva composizioni dell’allora Maestro Domenico Bartolucci i cui testi erano spesso e volentieri tratti proprio dal Graduale Simplex. Questo, con l’intento di coinvolgere di più nel canto l’assemblea, nel caso delle celebrazioni pontificie anche aiutata da un coro guida.

Leggi l’articolo completo del M° Aurelio Porfiri qui.