In evidenza

Dominica XXI “per annum” – 25 Aug 2019

Ant. ad introitum Cf. Ps 85, 1-3
Inclína, Dómine, aurem tuam ad me, et exáudi me.
Salvum fac servum tuum, Deus meus, sperántem in te.
Miserére mihi, Dómine, quóniam ad te clamávi tota die.

Collecta
Deus, qui fidélium mentes uníus éfficis voluntátis,
da pópulis tuis id amáre quod prǽcipis,
id desideráre quod promíttis,
ut, inter mundánas varietátes,
ibi nostra fixa sint corda, ubi vera sunt gáudia.
Per Dóminum.

Super oblata
Qui una semel hóstia, Dómine,
adoptiónis tibi pópulum acquisísti,
unitátis et pacis in Ecclésia tua
propítius nobis dona concédas.
Per Christum.

Ant. ad communionem Cf. Ps 103, 13-15
De fructu óperum tuórum, Dómine, satiábitur terra,
ut edúcas panem de terra, et vinum lætíficet cor hóminis.
Vel: Io 6, 55
Qui mandúcat meam carnem et bibit meum sánguinem,
habet vitam ætérnam, dicit Dóminus;
et ego resuscitábo eum in novíssimo die.

Post communionem
Plenum, quǽsumus, Dómine,
in nobis remédium tuæ miseratiónis operáre,
ac tales nos esse pérfice propítius et sic fovéri,
ut tibi in ómnibus placére valeámus.
Per Christum.

© Copyright – Libreria Editrice Vaticana

Messalino in PDF con letture in lingua italiana (da stampare su fogli A3 fronte/retro)

Missalette in PDF with readings in English (to be printed on A3 sheets, front/back)

In evidenza

Il Cardinale Robert Sarah: verso un’autentica attuazione di «Sacrosanctum Concilium»

È di primaria importanza tornare il più presto possibile a un orientamento comune dei sacerdoti e dei fedeli, rivolti insieme nella medesima direzione — verso Est, o perlomeno verso l’abside —, verso il Signore che viene, in tutte le parti del rito in cui ci si rivolge al Signore. Tale pratica è permessa dalle regole liturgiche attuali. Ciò è perfettamente legittimo nel nuovo rito. In effetti, penso che una tappa cruciale è di fare in modo che il Signore sia al centro delle celebrazioni.

(…)

Dobbiamo cantare la liturgia, ovvero cantare i testi liturgici, rispettare le tradizioni liturgiche della Chiesa e apprezzare il vasto tesoro — che è il nostro — della musica sacra, in particolare la musica propria del rito romano, cioè il canto gregoriano. Dobbiamo cantare la musica sacra propria della liturgia, e non una semplice musica religiosa, o ancora peggio, dei canti profani.
Dobbiamo trovare un buon equilibrio fra le lingue volgari e l’uso del latino nella liturgia. Il Concilio non ha mai avuto l’intenzione d’insinuare che il rito romano fosse esclusivamente celebrato in lingua volgare. Aveva l’intenzione di accrescerne l’utilizzo, in particolare per le letture. Oggi dovrebbe essere possibile, in particolare con i mezzi di stampa moderni, facilitare la comprensione da parte di tutti quando nella liturgia eucaristica è usato il latino. Il latino è inoltre particolarmente appropriato per gl’incontri internazionali, quando la lingua volgare non è compresa da tutti.

(…)

Là dove l’inginocchiamento e la genuflessione sono scomparsi nella liturgia, devono essere ristabiliti, in particolare per la ricezione di nostro Signore nella santa comunione.

Testo completo qui. Complete text in English here. Texte complet en Français ici.

Card. Sarah: You want to rebuild the Church? Then we must get on our knees!

Card. Robert Sarah on The Catholic World Report:

We will not rediscover an understanding of the dignity of the human person unless we recognize the transcendence of God. Man is only great and most noble when he falls on his knees before God. The great man is humble and the humble man is on his knees!

My friends, if we sometimes despair in the face of the powers of this world, if we sometimes lay down our arms before the powers of this world, remember that no one has the power to take away your freedom to kneel! If impious priests abuse their authority and brutalize you to prevent you from kneeling to receive Holy Communion, do not lose your calm and serenity before the Eucharistic Lord. Do not resist them, but rather pray for these priests whose behavior blasphemes and profanes him whom they hold in their hands. Try to imitate the humility of God and let your heart, your will, your intelligence, your self-love and your whole interior being kneel. It is God’s exclusive domain. A man on his knees is more powerful than the world! He is an unshakable rampart against the atheism and folly of men. A man on his knees makes Satan tremble in all his pride!

All of you who, to the eyes of men, are without power and influence, but who know how to kneel before God, have no fear of those who want to intimidate you! Your mission is great. It is to “prevent the world from destroying itself”!

(Translation by Zachary Thomas)

Ein Mensch auf den Knien ist mächtiger als die Welt

Kard. Robert Sarah auf kath.net:

Ein großer Mensch ist demütig, und ein demütiger Mensch kniet sich nieder.
Meine Freunde, wenn wir auch manchmal im Angesicht der Mächtigen in dieser Welt verzagen, wenn wir manchmal vor ihnen die Waffen strecken, erinnert euch daran, dass euch niemand die Freiheit rauben kann niederzuknien.

Wenn ungläubige Priester ihre Autorität missbrauchen und euch brutal davon abhalten, kniend die Heilige Kommunion zu empfangen, verliert nicht die Ruhe und innere Gelassenheit vor dem eucharistischen Herrn. Leistet ihnen keinen Widerstand, sondern betet für die Priester, deren Verhalten Ihn, den sie in ihren Händen halten, läs­tert und profaniert. Versucht die Demut Gottes nachzuahmen und geht in eurem Herzen, eurem Willen, eurem Verstand, in eurer Selbstachtung, ja in eurem ganzen Inneren auf die Knie. Das ist ja der Gott vorbehaltene Bereich.

Ein Mensch auf den Knien ist mächtiger als die Welt! Er ist ein unerschütterbarer Schutzwall gegen die Gottlosigkeit und den Wahnwitz der Menschen. Ein Mensch auf den Knien lässt Satan in all seinem Stolz erzittern!

Card. Sarah: “Volete rinnovare la Chiesa? Allora dobbiamo inginocchiarci!”

Dal blog di Sabino Paciolla:

Non riusciremo a riscoprire una comprensione della dignità della persona se non riconosciamo la sublimità di Dio. Solo allora l’uomo è grande e particolarmente nobile, quando cade in ginocchio davanti a Dio. Un grande uomo è umile, e un uomo umile si inginocchia.

Amici miei, anche se a volte ci disperiamo alla presenza dei potenti di questo mondo, se a volte deponiamo le armi davanti a loro, ricordate che nessuno può rubarvi la vostra libertà di inginocchiarvi.

Quando sacerdoti increduli abusano della loro autorità e vi impediscono brutalmente di inginocchiarvi a ricevere la Santa Comunione, non perdete la vostra pace e la serenità interiore davanti al Signore Eucaristico. Non opponete loro resistenza, ma pregate per i sacerdoti, la cui condotta bestemmia e profana Colui che tengono in mano. Cercate di imitare l’umiltà di Dio e mettetevi in ginocchio nel vostro cuore, nella vostra volontà, nella vostra mente, nel rispetto di voi stessi, insomma in tutto il vostro essere interiore. Questa è l’area riservata a Dio.

Un uomo in ginocchio è più potente del mondo! È un muro di protezione incrollabile contro l’empietà e la follia degli uomini. Un uomo in ginocchio fa tremare satana in tutto il suo orgoglio!

Card. Robert Sarah

(Traduzione di Alessandra Carboni Riehn)

Don Divo Barsotti e la lingua latina nella liturgia

Se la celebrazione liturgica non realizzasse l’unità trascendente degli uomini in Cristo, che cosa sarebbe di più che una riunione di amici, cui disturba ogni forma come inutile e falsa? Meglio cento volte un rito incomprensibile, che una celebrazione che si risolva in un puro incontro di amici – non certo perché l’incomprensibilità del rito illude più facilmente sul suo valore, ma perché meglio significa il suo contenuto reale di Mistero che trascende tutto l’umano.

(D. Barsotti, I cristiani vogliano essere cristiani, a cura di P. Canal, Cinisello Balsamo (Milano) 2006, pp. 45-46)

Non vuol dire proprio nulla la lingua nazionale nella liturgia. Il problema non è di capire sul piano intellettuale, ma di compiere un incontro reale con Cristo. E non vedo nella liturgia di oggi qualcosa che promuova un incontro con Lui.

(Ibidem, pp. 269-270)

Dominica XX “per annum” – 18 Aug 2019

Ant. ad introitum Ps 83, 10-11
Protéctor noster, áspice, Deus,
et réspice in fáciem Christi tui,
quia mélior est dies una in átriis tuis super míllia.

Collecta
Deus, qui diligéntibus te bona invisibília præparásti,
infúnde córdibus nostris tui amóris afféctum,
ut, te in ómnibus et super ómnia diligéntes,
promissiónes tuas, quæ omne desidérium súperant,
consequámur.
Per Dóminum.

Super oblata
Súscipe, Dómine, múnera nostra,
quibus exercéntur commércia gloriósa,
ut, offeréntes quæ dedísti,
teípsum mereámur accípere.
Per Christum.

Ant. ad communionem Ps 129, 7
Apud Dóminum misericórdia,
et copiósa apud eum redémptio.
Vel: Io 6, 51-52
Ego sum panis vivus, qui de cælo descéndi, dicit Dóminus:
si quis manducáverit ex hoc pane, vivet in ætérnum.

Post communionem
Per hæc sacraménta, Dómine, Christi partícipes effécti,
cleméntiam tuam humíliter implorámus,
ut, eius imáginis confórmes in terris,
et eius consórtes in cælis fíeri mereámur.
Qui vivit et regnat in sǽcula sæculórum.

© Copyright – Libreria Editrice Vaticana

Messalino in PDF con letture in lingua italiana (da stampare su fogli A3 fronte/retro)

Ad Orientem and Absolutism

Despite half a century of deprecation and de facto prohibition, the desire for ad orientem worship continues to grow, especially among younger priests and lay faithful. Why? Partly, no doubt, the practice’s fall into relative desuetude has given us the privilege of discovering it anew. The more basic and adequate explanation, however, is obvious: it continues to strike a profound chord in the human heart. In a culture of talking heads and information overload, of emotional manipulation and manufactured fellowship, of mutual admiration societies and collective navel-gazing, it’s hardly surprising that many people want to opt out of the cult of personality; that they want to pray with instead of being prayed at; that they want to gaze, together and as one, beyond themselves.

Read the full article by Fr. Charles Shonk, O.P. here.

In Assumptione Beatæ Mariæ Virginis

Sollemnitas

Ad Missam in Vigilia
Hæc Missa dicitur vespere diei 14 augusti, sive ante sive post I Vesperas sollemnitatis.

Ant. ad introitum
Gloriósa dicta sunt de te, María,
quæ hódie exaltáta es super choros Angelórum,
et in ætérnum cum Christo triúmphas.

Dicitur Glória in excélsis.

Collecta
Deus, qui beátam Vírginem Maríam,
eius humilitátem respíciens, ad hanc grátiam evexísti,
ut Unigénitus tuus ex ipsa secúndum carnem nascerétur,
et hodiérna die superexcellénti glória coronásti,
eius nobis précibus concéde,
ut, redemptiónis tuæ mystério salváti,
a te exaltári mereámur.
Per Dóminum.

Dicitur Credo.

Super oblata
Súscipe, quǽsumus, Dómine,
sacrifícium placatiónis et laudis,
quod in sanctæ Dei Genetrícis Assumptióne celebrámus,
ut ad véniam nos obtinéndam perdúcat,
et in perpétua gratiárum constítuat actióne.
Per Christum.

Præfatio: De gloria Mariæ Assumptæ.

Ant. ad communionem Cf. Lc 11, 27
Beáta víscera Maríæ Vírginis,
quæ portavérunt ætérni Patris Fílium.

Post communionem
Mensæ cæléstis partícipes effécti,
implorámus cleméntiam tuam, Dómine Deus noster,
ut, qui Assumptiónem Dei Genetrícis cólimus,
a cunctis malis imminéntibus liberémur.
Per Christum.

Adhiberi potest formula benedictionis sollemnis.

Ad Missam in die

Ant. ad introitum Cf. Apoc 12, 1
Signum magnum appáruit in cælo:
múlier amícta sole, et luna sub pédibus eius,
et in cápite eius coróna stellárum duódecim.

Vel:
Gaudeámus omnes in Dómino,
diem festum celebrántes sub honóre Maríæ Vírginis,
de cuius Assumptióne gaudent Angeli,
et colláudant Fílium Dei.

Dicitur Glória in excélsis.

Collecta
Omnípotens sempitérne Deus,
qui immaculátam Vírginem Maríam, Fílii tui Genetrícem,
córpore et ánima ad cæléstem glóriam assumpsísti,
concéde, quǽsumus, ut, ad supérna semper inténti,
ipsíus glóriæ mereámur esse consórtes.
Per Dóminum.

Dicitur Credo.

Super oblata
Ascéndat ad te, Dómine, nostræ devotiónis oblátio,
et, beatíssima Vírgine María
in cælum assúmpta intercedénte,
corda nostra, caritátis igne succénsa,
ad te iúgiter aspírent.
Per Christum.

Præfatio: De gloria Mariæ Assumptæ.

Ant. ad communionem Lc 1,48-49
Beátam me dicent omnes generatiónes,
quia fecit mihi magna qui potens est.

Post communionem
Sumptis, Dómine, salutáribus sacraméntis,
da, quǽsumus,
ut, intercessióne beátæ Maríæ Vírginis in cælum assúmptæ,
ad resurrectiónis glóriam perducámur.
Per Christum.

Adhiberi potest formula benedictionis sollemnis.

© Copyright – Libreria Editrice Vaticana

Messalino in PDF con letture in lingua italiana (da stampare su fogli A3 fronte/retro)