Accompagnement du chant grégorien des pieces du LIBER CANTUALIS (Solesmes)
Accompagnamento organistico dei brani gregoriani del LIBER CANTUALIS (Solesmes)
Organ accompaniment for the Gregorian chants of the LIBER CANTUALIS (Solesmes)
Auxilia ad Missam in forma ordinaria celebrandam secundum Œcumenicum Concilium Vaticanum II
Accompagnement du chant grégorien des pieces du LIBER CANTUALIS (Solesmes)
Accompagnamento organistico dei brani gregoriani del LIBER CANTUALIS (Solesmes)
Organ accompaniment for the Gregorian chants of the LIBER CANTUALIS (Solesmes)
CHANTS OF THE CHURCH
Selected Gregorian Chants
Edited and Compiled by the MONKS OF SOLESMES
Interlinear Translations by RT. REV. MSGR CHARLES E. SPENCE
MODERN NOTATION EDITION
Selezione di canti gregoriani a cura dei monaci di Solesmes
Edizione in notazione moderna
PDF qui/here
Come musicisti, sacerdoti, studiosi e Cattolici che amano il canto gregoriano e la sacra polifonia, così frequentemente lodata e raccomandata dal Magistero, chiediamo per una riaffermazione di questa eredità insieme con le composizioni sacre moderne in lingua latina o vernacolare che sono anche esse ispirate a questa grande tradizione; e chiediamo passi concreti per promuoverla dovunque, in ogni Chiesa in giro per il mondo, così che tutti i Cattolici possano cantare le lodi di Dio con una voce, una mente, un cuore, una cultura comune che trascende tutte le differenze. Noi chiediamo anche una riaffermazione dell’importanza unica dell’organo a canne per la sacra liturgia, per la singolare capacità che ha di elevare i cuori al Signore e per l’essere perfettamente adatto per sostenere il canto dei cori e delle assemblee.
As musicians, pastors, scholars, and Catholics who love Gregorian chant and sacred polyphony, so frequently praised and recommended by the Magisterium, we ask for a re-affirmation of this heritage alongside modern sacred compositions in Latin or vernacular languages that take their inspiration from this great tradition; and we ask for concrete steps to promote it everywhere, in every church across the globe, so that all Catholics can sing the praises of God with one voice, one mind and heart, one common culture that transcends all their differences. We also ask for a re-affirmation of the unique importance of the pipe organ for the sacred liturgy, because of its singular capacity to elevate hearts to the Lord and its perfect suitability for supporting the singing of choirs and congregations.
En tant que musiciens, pasteurs, chercheurs et Catholiques qui aiment le chant grégorien et la polyphonie sacrée tant de fois l’objet de la louange et de la recommandation de l’Église, nous réclamons une nouvelle affirmation de ce patrimoine aux côtés de compositions sacrées modernes en latin ou en langue vernaculaire s’inspirant de cette grande tradition. Nous réclamons aussi des mesures concrètes pour sa promotion généralisée dans chaque église du globe afin que tous les Catholiques puissent chanter les louanges de Dieu d’une voix, d’un esprit et d’un cœur, d’une culture commune qui transcende toutes leurs différences. Nous réclamons enfin que soit réaffirmée l’importance unique de l’orgue pour la sainte liturgie de par sa capacité singulière à élever les cœurs vers le bon Dieu et sa complémentarité parfaite avec le chant des chœurs et des congrégations.
En nuestra calidad de músicos, pastores, académicos y católicos que amamos el canto gregoriano y la polifonía sagrada, tan frecuentemente alabados y recomendados por el Magisterio, solicitamos que sea reconfirmada esta herencia, así como las composiciones sagradas modernas, en latín o en lengua vernácula, que se inspiran en esta gran tradición, y pedimos que se den pasos concretos para su promoción en todas partes, en todas las iglesias del orbe, de modo que los católicos puedan cantar las alabanzas del Señor con una sola voz, un solo espíritu y un solo corazón, unidos en una cultura que supera todas sus diferencias. También pedimos que se vuelva a confirmar la importancia única del órgano de tubos para la sagrada liturgia debido a su singular capacidad de elevar los corazones hacia el Señor y por su perfecta adecuación para apoyar el canto de los coros y de las asambleas.
Als Musiker, Seelsorger, Wissenschaftler und Katholiken, die den gregorianischen Choral und die liturgische Polyphonie lieben, welche vom kirchlichen Lehramt so oft gelobt und empfohlen worden ist, bitten wir um erneute Bestätigung dieses Erbes neben modernen geistlichen Kompositionen in Latein oder in den Volkssprachen, die ihre Inspiration aus dieser großen Tradition beziehen; wir bitten um konkrete Schritte, um sie überall zu fördern, in jeder einzelnen Kirche auf der ganzen Welt, sodass alle Katholiken weltweit das Lob Gottes mit einer Stimme, eines Sinnes und Herzens, in einer gemeinsamen Kultur singen können, die über all ihre Unterschiedlichkeit hinausgeht. Wir bitten auch um eine erneute Bestätigung der einzigartigen Bedeutung der Pfeifenorgel für die heilige Liturgie, wegen ihrer einzigartigen Fähigkeit, die Herzen zu Gott zu erheben, und ihrer vollkommenen Eignung, den Gesang von Schola, Chören und Gemeinden zu unterstützen.
Como músicos, pastores, e estudiosos católicos, que amam o canto gregoriano e a polifonia
sacra, tão freqüentemente elogiados e recomendados pelo Magistério, nós clamamos por uma reafirmação
dessa herança, juntamente com as composições sacras modernas em latim ou nas línguas vernáculas que
tenham sua inspiração nessa grande tradição; e pedimos passos concretos para promovê-la em toda parte,
em toda Igreja ao redor do mundo, de maneira que todos os católicos possam cantar os louvores de Deus
com uma voz, uma mente e coração, uma cultura comum que transcenda todas as suas diferenças.
Pedimos também uma reafirmação da importância única do órgão de tubos na liturgia sacra, em razão de
sua singular capacidade de elevar os corações ao Senhor e sua perfeita adequação como suporte ao canto
de coros e congregações.
Perché il carattere sacrificale della messa, come si sostiene, sarebbe meno chiaramente espresso quando il prete è girato verso il popolo?
Articolo completo:
http://romualdica.blogspot.it/2017/02/laltare-verso-il-popolo-domande-e.html
Tutto ciò è molto bello… Ma non bisogna fare i conti con il fatto che l’uomo moderno non è più tanto capace di comprendere che per pregare bisogna rivolgersi a Oriente? Per lui il sol levante non ha più la forza simbolica che aveva per l’uomo dell’antichità e che conserva ancora oggi nei Paesi mediterranei, battuti dal sole in maniera più intensa che da noi, “uomini del nord”. Per i cristiani di oggi è tuttavia la comunità della mensa eucaristica ciò che prevale.
Articolo completo:
http://romualdica.blogspot.it/2017/01/laltare-verso-il-popolo-domande-e.html
[90.] «I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi», e confermato da parte della Sede Apostolica. «Quando però si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme».
[91.] Nella distribuzione della santa Comunione è da ricordare che «i ministri sacri non possono negare i sacramenti a coloro che li chiedano opportunamente, siano disposti nel debito modo e non abbiano dal diritto la proibizione di riceverli». Pertanto, ogni cattolico battezzato, che non sia impedito dal diritto, deve essere ammesso alla sacra comunione. Non è lecito, quindi, negare a un fedele la santa Comunione, per la semplice ragione, ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio oppure in piedi.
[92.] Benché ogni fedele abbia sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca, se un comunicando, nelle regioni in cui la Conferenza dei Vescovi, con la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere il Sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra ostia. Si badi, tuttavia, con particolare attenzione che il comunicando assuma subito l’ostia davanti al ministro, di modo che nessuno si allontani portando in mano le specie eucaristiche. Se c’è pericolo di profanazione, non sia distribuita la santa Comunione sulla mano dei fedeli.
È di primaria importanza tornare il più presto possibile a un orientamento comune dei sacerdoti e dei fedeli, rivolti insieme nella medesima direzione — verso Est, o perlomeno verso l’abside —, verso il Signore che viene, in tutte le parti del rito in cui ci si rivolge al Signore. Tale pratica è permessa dalle regole liturgiche attuali. Ciò è perfettamente legittimo nel nuovo rito. In effetti, penso che una tappa cruciale è di fare in modo che il Signore sia al centro delle celebrazioni.
(…)
Dobbiamo cantare la liturgia, ovvero cantare i testi liturgici, rispettare le tradizioni liturgiche della Chiesa e apprezzare il vasto tesoro — che è il nostro — della musica sacra, in particolare la musica propria del rito romano, cioè il canto gregoriano. Dobbiamo cantare la musica sacra propria della liturgia, e non una semplice musica religiosa, o ancora peggio, dei canti profani.
Dobbiamo trovare un buon equilibrio fra le lingue volgari e l’uso del latino nella liturgia. Il Concilio non ha mai avuto l’intenzione d’insinuare che il rito romano fosse esclusivamente celebrato in lingua volgare. Aveva l’intenzione di accrescerne l’utilizzo, in particolare per le letture. Oggi dovrebbe essere possibile, in particolare con i mezzi di stampa moderni, facilitare la comprensione da parte di tutti quando nella liturgia eucaristica è usato il latino. Il latino è inoltre particolarmente appropriato per gl’incontri internazionali, quando la lingua volgare non è compresa da tutti.(…)
Là dove l’inginocchiamento e la genuflessione sono scomparsi nella liturgia, devono essere ristabiliti, in particolare per la ricezione di nostro Signore nella santa comunione.
Testo completo qui. Complete text in English here. Texte complet en Français ici.
La pratica di prendersi per mano al momento di recitare il Padre Nostro deriva dal mondo protestante. Il motivo è che i protestanti, non avendo la Presenza Reale di Cristo, ovvero non avendo una comunione reale e valida che li unisca tra loro e con Dio, considerano il gesto di prendersi per mano un momento di comunione nella preghiera comunitaria.
Noi nella Messa abbiamo due momenti importanti: la Consacrazione e la Comunione. È lì – nella Messa – che risiede la nostra unità, è lì che ci uniamo a Cristo e in Cristo mediante il sacerdozio comune dei fedeli; il prendersi per mano è ovviamente una distrazione da questo. Noi cattolici ci uniamo nella Comunione, non quando ci prendiamo per mano.
Nell’Istruzione Generale del Messale Romano non c’è nulla che indichi che la pratica di prendersi per mano vada effettuata. Nella Messa ogni gesto è regolato dalla Chiesa e dalle sue rubriche.
È per questo che abbiamo parti particolari della Messa in cui inginocchiamo, parti in cui ci alziamo, altre in cui ci sediamo ecc., e non c’è alcuna menzione nelle rubriche che parli del fatto che dobbiamo prenderci mano al momento di recitare il Padre Nostro.
Articolo completo:
http://www.iltimone.org/news-timone/perch-a-messa-non-bisogna-prendersi-per-mano-duran/
Qual era la posizione del sacerdote e dei fedeli nelle chiese con l’abside orientata, che costituivano, com’è noto, la gran parte degli antichi santuari?
Articolo completo:
http://romualdica.blogspot.it/2016/10/laltare-verso-il-popolo-domande-e.html