L’altare verso il popolo. Domande e risposte / 1

La liturgia celeste e la liturgia terrestre sono una cosa sola. Così, secondo il brano dell’Apocalisse citato in epigrafe, un angelo è fermo presso l’altare d’oro del cielo, con un incensiere d’oro in mano, allo scopo di offrire le preghiere dei fedeli al cospetto di Dio. Anche la nostra offerta terrena non diventa totalmente valida davanti a Dio se non è “condotta dalla mano di un angelo sull’altare celeste”, come è detto nel canone della messa romana.

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Conversi ad Dominum

Nella Chiesa primitiva e durante il Medioevo, fu norma rivolgersi a oriente durante la preghiera. Dice sant’Agostino: “Quando ci alziamo in piedi per la preghiera, ci volgiamo a oriente, da dove s’innalza il cielo, non come se ivi soltanto fosse Dio, e avesse abbandonato le altre parti del mondo (…), ma perché lo spirito si innalzi a una natura superiore, ossia a Dio”.

Testo completo:

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Il canto gregoriano ritorna dall’esilio. Forse

È incomprensibile quanto è accaduto negli ultimi quaranta anni, specie nei paesi latini, relativamente alla messa al bando quasi assoluta del latino e del canto gregoriano. Incomprensibile e deprecabile.

Il latino e il canto gregoriano, intimamente uniti alle fonti bibliche, patristiche e liturgiche, fanno parte di quella “lex orandi” che si è forgiata nell’arco di quasi venti secoli. Perché una tale amputazione a cuor leggero? Sarebbe come tagliare le radici, ora che di radici tanto si parla.

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Uso della lingua nella celebrazione dell’Eucaristia

Precisazioni sulla celebrazione Eucaristica, 15 agosto 1983, n. 12:

Nelle Messe celebrate con il popolo si usa la lingua italiana. Si potranno inserire nel repertorio della Messa celebrata in italiano canti dell’ordinario ed eventualmente del proprio in lingua latina.

Gli Ordinari del luogo, tenuto presente innanzi tutto il bene del popolo di Dio, possono stabilire che in alcune chiese frequentate da fedeli di diverse nazionalità si possa usare o la lingua propria dei presenti, se appartenenti al medesimo gruppo linguistico, o la lingua latina avendo cura di proclamare le letture bibliche e formulare la preghiera dei fedeli nelle varie lingue dei partecipanti.

In altri casi previsti in base ad una vera motivazione vagliata dall’Ordinario del luogo, si deve comunque usare l’edizione tipica del “Missale Romanum”.

Ogni chiesa abbia a disposizione la forma abbreviata del Messale latino, “Missale parvum”.

Athanasius Schneider: Corpus Christi

Corpus Christi. La santa comunione e il rinnovamento della Chiesa

Questo volume prende in esame il mistero dell’Eucaristia correlato al crescente fenomeno di mancanza di sensibilità e di cura nei confronti dell’Ostia Consacrata e di ciò che essa rappresenta, cioè il Corpo di Cristo. Oggigiorno, infatti, i necessari atti esteriori d’adorazione e di sacralità nel trattare l’Ostia sono spesso ridotti al minimo, ma se il culto di Dio nell’eucaristia viene concretamente ridotto, allora risulterà sminuito il cuore pulsante della Chiesa stessa. L’autore offre dunque in queste pagine un prontuario, utile sia ai sacerdoti che ai fedeli laici, per risanare e valorizzare il modo di trattare Ostia Consacrata, che anche nel suo piccolo frammento non è nulla di meno del Signore stesso.

Corpus Christi: Holy Communion and the Renewal of the Church

“Preferential option for the poor”: this formula is not only applicable to the marginalized, defenseless and vulnerable. “The Eucharistic Jesus … is indeed the most poor, weak and defenseless in the Church,” Bp. Schneider says. This book is a passionate plea for the faithful and the clergy to be aware of the supreme importance of receiving Our Lord with the appropriate preparation, devotion and reverence. The renewal of the Church cannot be brought about without a profound devotion to the Eucharist.

Corpus Christi – La Communion dans la main au cœur de la crise de l’Église

Dans l’hostie, Jésus-Eucharistie est véritablement l’Être le plus pauvre et le plus démuni de l’Église. On assiste malheureusement de nos jours à un surprenant manque de respect et d’attention envers la présence réelle de Dieu incarné dans l’hostie consacrée. L’Eucharistie est au centre de la vie de l’Église. Elle est donc au cur de la crise que vit encore l’Église aujourd’hui. Pour soulager ce mal, il faut restaurer un culte digne de Jésus-Eucharistie.

Corpus Christi: Gedanken über die heilige Kommunion und die Erneuerung der Kirche

Jesus Christus, wahrer Gott und wahrer Mensch, will für immer bei uns und bei seiner Kirche sein. Deswegen hat er sich noch kleiner gemacht: er ist wahrhaft, wirklich und wesenhaft in der unscheinbaren kleinen Hostie – der Allerheiligsten Eucharistie – gegenwärtig.
In der Kommunion liefert sich Jesus Christus den Menschen aus. Unser Glaube an seine wirkliche Gegenwart muss durch äußere Akte der Anbetung deutlich werden. Die Eucharistie kniend und mit dem Mund zu empfangen, ist das angemessenste Zeichen für den Glauben an das Wunder der Gegenwart Gottes unter der äußeren Gestalt des Brotes.
Vielfach ist jedoch ein Mangel an Ehrfurcht und Sorgfalt bei der Kommunionspendung zu beklagen. So besteht die Gefahr, dass der Glaube an die Menschwerdung Gottes und an die eucharistische Wesensverwandlung mehr und mehr schwindet.
Damit die Kirche erneuert wird, ist es notwendig, den Umgang mit dem eucharistischen Jesus in der heiligen Hostie zu heilen. Denn die heilige Hostie – selbst im kleinsten Partikel – ist niemand Geringerer als unser göttlicher Herr Jesus Christus selbst.

Corpus Christi A Sagrada Comunhão e a Renovação da Igreja

Il latino liturgico, patrimonio immateriale dell’umanità

Negli ambiti in cui la lingua latina è stata usata eccelle senz’altro la liturgia della Chiesa Cattolica che ha quasi spontaneamente scelto la lingua di Roma per elevare la sua preghiera a Dio negli atti più solenni, i sacramenti, soprattutto la Santa Messa, e l’Ufficio divino. Tra le varie cause che hanno portato a questa felicissima simbiosi tra la preghiera ufficiale della Chiesa e l’uso del latino, vorrei ricordarne una: il latino è una lingua sacra. Gli argomenti che adduco per sostenere questa tesi sono cinque.

a) Anzitutto, le più remote testimonianze dell’uso letterario della lingua rinviano ad un contesto rituale, gli antichissimi “carmina”, perché le caratteristiche fonetiche del latino, con la sua alternanza di sillabe lunghe e brevi, con la sua sonorità robusta, ma mai sgraziata, di consonanti occlusive, ingentilita dalla frequenza di sibilanti e liquide, lo rende una lingua poetica e, dunque, la sottrae alla funzionalità della prosa, per immergerla nella sfera della bellezza, che è il mondo di Dio.

b) Inoltre, il latino è una lingua “sacra”, come ha notato Uwe Michael Lang sulla scorta delle osservazioni di Christine Mohrmann, perché è immutabile. Il latino, infatti, nelle sue strutture morfologico-sintattiche si è fissato una volta per sempre, come ricordavamo, intorno al V secolo d.C., conoscendo solo un graduale e fecondo arricchimento lessicale.

c) La lingua sacra, tra l’altro, è disponibile a recepire prestiti da altre lingue per esprimere realtà sacre, ed il latino liturgico si è mostrato molto duttile in questo tempo, recependo grecismi ed ebraismi.

d) Infine, la lingua sacra ha una struttura retorica tipica dell’oralità e che allo stesso tempo conferisce maestà e bellezza: basta leggere una qualsiasi orazione del Messale romano per rendersi conto dell’elaborazione retorica, perfetta nella sua sobrietà: chiasmi, iperbati, allitterazioni, equilibrio perfetto tra i cola, rispetto delle clausole che danno un ritmo inconfondibile.

e) C’è ancora un motivo evidente che fa del latino liturgico una lingua sacra. I testi liturgici sono plasmati come un’eco ed un approfondimento del testo sacro per antonomasia, la Bibbia. Per rivolgersi a Dio, infatti, le parole più appropriate sono quelle che Dio stesso, con la sua rivelazione, mette sulla bocca dei credenti e degli oranti. Ora, la Chiesa Cattolica ha assunto per la sua vita, per la sua preghiera e per la sua dottrina la Vulgata, ossia l’edizione latina della Bibbia, diffusa da Gerolamo nel IV secolo e poi rifatta dopo il Concilio di Trento.

(Don Roberto Spataro sdb, Conferenza alla Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) di Milano, 12 maggio 2014. Testo completo qui).